Pasticceria Brancato


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Viaggio immaginario

Eventi


Il viaggio immaginario

attorno al globo alla ricerca
di sapori, odori, colori e suoni

"Approderemo nelle isole sperdute del gusto, rotolandoci tra profumi e luci di candela, lasciandoci trasportare dalle onde del mare e dai sogni, chiuderemo il quotidiano in un barattolo e saremo liberi…". Inizia così il viaggio immaginario attorno al globo alla ricerca di sapori, odori, colori e suoni firmato dal duo "Il Dolce e il Salato", al secolo Carmelo Brancato e Massimo Tringali. Due giovani che non hanno nemmeno 30 anni ma che già hanno circumnavigato tutto il peripleo del mondo attraverso la loro sensibilità, la loro formazione professionale, il loro bagaglio culturale. Altro che chef, altro che pasticcere. Sarebbe per entrambi una diminutio. Senza voler togliere meriti ai vecchi maestri di un tempo, Massimo e Carmelo rappresentano la globalizzazione e la culturalizzazione del loro mestiere che diviene in un quid arte, passione. Vita. Il loro ingrediente migliore? L'umiltà. Sono giovani e talentuosi, potrebbero conquistare il mondo, innovare, trasformare, insomma, fare moda a Siracusa. Loro che hanno conosciuto Parigi e tutta Italia, i migliori chef e maestri, la grande arte della cucina e della ristorazione mitteleuropea. E invece no. Massimo e Carmelo preferiscono restare nel proprio ambito, continuare quello che hanno fatto sempre, all'interno della gloriosa Pasticceria Brancato di via Grottasanta che tutto è tranne un semplice laboratorio.
Macchè moda! Preferiamo rimanere nel clichet del buongusto e della produzione di nicchia. Un evento unico basta e avanza, altrimenti la gente si stuferebbe e non comprenderebbe lo sforzo del nostro estro, la liricità del momento. Momento unico, infatti e purtroppo irripetibile è stata la serata "gastrosensoriale" allestita nelle suggestive sale delle cantine Pupillo.

Il titolo: Naufragi gastronomici. E mai quel dolce naufragar mi fu così lieto! Ogni tavolo una isola da esplorare, un esplosione sensoriale (mi si permetta la metafora), un riverbero di suoni e colori. I profumi chiari, limpidi, dolci del Mediterraneo. Inconfondibili. Ogni isola un fiore, meravigliosa armonia creata dal maestro Angelo Tinè. Ogni "isola" un gusto, ora dolce, ora salato, ricreato da Carmelo e Massimo "ciceroni" di un viaggio immaginario senza confini, senza schemi, fatto di spezie, profumi, alimenti provenienti da tutto il mondo. Madrina della serata la signora "fregola" da un'antica tradizione sarda circondata e ben assortita da scampi, scorfani di Marsiglia. Una serata che non ha risparmiato i colpi di scena e gli effetti speciali. Ma che ci fa quel "barattolo" chiuso ermeticamente in ogni tavolo-isola? Basta aprirlo - et voilà - ecco per magia sprigionarsi un turbinio di sensi che conturbano l'olfatto e il palato. Certosino il lavoro,

durato tre mesi, per questa grandiosa "mise in scene" che ha avuto tanto di teatralità. "Ad ogni piatto abbiamo abbinato un colore, una luce propria - dicono il Dolce e il Salato -. Abbiamo simulato persino il trascorrere del giorno, cominciando dalla tenue luce lunare sino ai primi tepori dell'alba ancora sonnecchiante". Quanto lavoro, si diceva, e quanta sensibilità poetica. Per ricostruire perfettamente l'ambient, Massimo e Carmelo sono andati spesso in riva al mare, per ascoltare lo sciabordio delle onde infrangersi sugli scogli di Ognina. Hanno visto il sole sorgere e si sono emozionati. Pathos che hanno trasmesso nei loro piatti, descrivendo ogni attimo fuggente, fatale, irripetibile del risveglio della natura. Già, irripetibile, come la loro opera prima. Un viaggio immaginifico durato quattro ore, mai banale, mai scontato. "Signori e Signore, è il momento del risveglio. Caffè, cioccolato dal Perù e dalla Colombia (anche se noi siciliani siamo insuperabili). Ora tocca al delicato fumè di salmone della Norvegia. Si sente una voce. Una lirica: è "Santissima dei naufragi" di Vinicio Capossela, come non riconoscerla. E' la colonna sonora che segna uno dei momenti topici della serata: siamo in pieno naufragio gastrosensoriale. Abbandoniamoci in questo dolce ( e salato) trasporto metafisico. Gustiamo appieno il momento. Ogni metafora ha il suo lato poetico scientemente scelto e selezionato dal duo. A risvegliarci dal dolce naufragar ci penserà un gruppo di danzatori, 23 per l'esattezza, in costume folcloristico. Anche la rappresentazione coreografica racconta il "mondo". La cucina-teatro diventa per incanto musica, dolci, sinuosi i suoni provenienti dalle corde pizzicate da una bravissima violinista. Una serata rilassante, senza tempo. Senza lo stress del tempo che passa e ti insegue. Una magnificenza: cento persone a piatto, per un totale di 900, 400 bicchieri. Cifre che danno contezza del movimento in sala e in cucina. Tutta ha funzionato a meraviglia: splendido il connubio con le Cantine Pupillo e Olio Don Vicè. Nettare. Le luci, tecnicamente pensate, ricercate, hanno fatto il resto: una esclusiva anche quella. Basti pensare che l'impianto illumino-tecnico era quello usato la sera prima al concerto di Jovanotti ad Acireale. Se ci sarà una replica? Un esclusiva, un evento, non prevede bis. Non sarebbe la stessa cosa. Per cui, la premiata Pasticceria Brancato di Siracusa non si ferma qui! Mai. A fine settimana incombe una scadenza importante: una elegante cena Erg. E sarà sicuramente un'altra serata d'autore. Da grand soire! E se qualche parolina di troppo volerà, se ci sarà qualche scambio di idee abbastanza acceso, niente paura. E' il bello della diretta. La cucina de "Il Dolce e il Salato" è aperta a tutti: una vetrina di cristallo entro cui si consuma una delle arti più nobili. E allora, lasciatevi dondolare dalle onde verso isole sperdute dove regna il Gusto, rotolatevi senza timore tra profumi, luci e suoni. Fatevi cullare, abbandonatevi. E sognate. Chiuderemo insieme il quotidiano in un barattolo. E sarete liberi!

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